Ottava lettera

(Settima lettera: https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2015/03/30/settima-lettera/)

Ciao, amore. Tre mesi son passati, e siamo di nuovo qui, accalcati sui gradini della scuola, aspettando di ricominciare un nuovo anno. Mi chiederai come ho passato le vacanze… Tutto sommato bene… Ma mi sei mancata, mi sei mancata tanto. Ogni notte ti sognavo, sognavo di abbracciarti, di tenerti per mano, di raggiungerti nella casa al mare, a chilometri di distanza, e poi mi risvegliavo, con un nodo in gola e le guance di fuoco. È stato questo, i miei sogni, a tenermi in vita fino ad oggi. Eri e sei il mio ossigeno. Ti guardo, adesso, e nulla mi pare cambiato. Illusione… Succede, no? Succede di volere talmente tanto una cosa da non riuscire a immaginare l’opposto di tale cosa. Esiste un opposto di te? Ci ho provato, a cercarlo, te lo assicuro, e pensavo anche di averlo trovato, ma mi sbagliavo. Sei unica, unica in te e nel tuo opposto. Oggi, sui gradini della scuola tieni in bocca una sigaretta, e lo zaino ti ricade sulle spalle un po’ deforme e un po’ sporco, mentre sorridi e parli con le tue amiche. Ma ho capito, sai? Ho capito che le cose cambiano, ed io non posso farci niente. Ma io ti amo… In classe sono di nuovo lì, e siamo di nuovo noi, noi quattro, come se nulla fosse mai cambiato. Forse sono questi momenti che più mi fanno innamorare di te, quando posso guardarti, non vista, e accarezzarti con lo sguardo, e amarti di nascosto senza dire parole. Ricordo ancora tutto, l’ultimo giorno, l’estate, il mio tentativo vano ed ennesimo di avvicinarmi a te fino a toccarti… Che sciocca sono stata! Ma tu per me eri e sei speciale, come posso farne senza? Sai, l’estate cambia tante cose… Ora hai un ragazzo accanto a te. E ne parli, ne parli di continuo. Inizio a odiarlo, questo ragazzo. Vorrei essere al suo posto, abbracciarti quando hai bisogno di un abbraccio, accarezzarti la schiena, sfiorare con il mento i tuoi capelli sciolti, e poi guardarti negli occhi, in quegli occhi verdi così perfetti, e dirti che ti amo, e che ci sarò sempre. Vorrei che fosse tutto vero, e che tu sapessi e mi capissi. Ma invece no, non è vero niente, e tu non sei mia. Invidio quel ragazzo, perchè ti ama e tu ami lui. Ed è tutto ciò che sognavo, e che non potrò mai avere. Mi hai regalato tanti bei momenti, e per questo non smetterò mai di ringraziarti, ma adesso le cose sono cambiate, sei cresciuta, ed io ti guardo, ma devo smetterla, devo smettere di amarti così. Però anche io provo qualche cosa di diverso. Non so cosa sia…ma non ho più quella speranza di entrare nel tuo mondo, non chiedo di frequentarti, solo di piacerti. E per te io mi alzo la mattina, mi vesto e mi trucco, e intanto ti penso, e penso a cosa penserai guardandomi, e a quello che penserò io guardando te. È tutto un continuo intreccio di sguardi senza fine, di cui non posso fare a meno. Poi la notte ancora ci sei tu, esattamente come questa estate passata, ed un ricordo mi sfiora la testa ogni volta. Siamo noi, sedute al tavolino di metallo, a inizio Giugno, e tu, illuminata dal sole, che reggi in mano una sigaretta. Siamo noi, nel nostro equilibrio di silenzio, mentre attorno il mondo scorre, ed io vorrei che si fermasse così. Siamo noi, noi e basta, e mille altri burattini che non possono capire. Anche adesso, in questa classe disgiunta, vedo solo te, sempre te, la più bella, la più importante, la più… fondamentale. Non mi perdo un attimo delle tue parole, dei tuoi movimenti, e vorrei tanto stringerti le mani, e dirti che sei bella anche con lo smalto rovinato, e poi giocare con i tuoi capelli confusamente ricci, e districarli uno ad uno tenendoli tra le dita. Ma non posso…e non devo. Hai già la tua persona speciale, non hai davvero bisogno di me. Rimarrò in disparte, in attesa di te, quando mi domanderai aiuto ed io mi inginocchierò davanti a te con tutto il mio aiuto rimasto, tutto quello che ancora non ti ho servito. E sarà allora che la distanza si cancellerà da sola, nella strada che unisce i nostri due corpi, ed io troverò il modo di amarti ancora, anche se ho capito che non posso, non è così che devo volerti bene. Ma cosa ci posso fare io, se il mio cuore non ascolta ragione? 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. ysingrinus ha detto:

    L’irragionevolezza dell’amore è terribile.

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