Settima lettera

(Sesta lettera: https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2015/03/29/sesta-lettera/)

Ehi. Quante cose ho da dirti! Innanzitutto scusami. Lo so, ho sbagliato, e sbatterei la testa contro al muro pur di rimediare. Ho preteso troppo da te, me ne rendo conto. Ti ho chiesto il tempo che non avevi, e non hai potuto darmelo. Con questo mio voler tenere in mano tutto, con il mio paranoico bisogno di certezze, ho rischiato di rovinare tutto. Scusami. Ti voglio bene, un bene immenso. Ed ho sperato di essere degna di fare un passo in più, o di esserne pronta. Evidentemente non eri pronta tu. Ma sai, non m’importa. Tu sei la persona che voglio, e ti voglio in casa o fuori casa. Oggi per te ho rinunciato ad andare via. Oggi per te sono rimasta al tuo fianco. Oggi per te non mi sono alzata dal banco. E per te ho pregato e fatto il tifo, per te ho gioito e per te ho applaudito. Sei stata promossa. Te lo meriti, te lo meriti più di tutti, credimi. E poi ancora, abbiamo pranzato davanti allo stesso vassoio del McDonald’s, come un ultimo saluto prima dell’estate. È stata l’ultima volta che ho mangiato con te. La ricordo bene, ricordo che sedevi davanti a me, un po’ spostata, e ricordo che appoggiata allo schienale della sedia a gambe incrociate, fumavi una sigaretta, e intanto il sole si rifletteva su di te, e mi scaldava il volto di emozione. Sai, quel giorno si è concluso il mio anno, ed anche il tuo. Ma io come potevo saperlo? Ti ho lasciata così, nella perfezione di inizio Giugno, con una sigaretta tra le mani e gli occhi verdi più luminosi del solito, seduta a un tavolino di metallo. Di questo nostro essere vicine, ricordo tante cose, ricordo le nostre risate, il nostro girovagare per la scuola e per i negozi, il nostro osservare, il nostro guardarci negli occhi. È iniziato tutto da noi due. Ma eccolo, l’ultimo giorno di scuola, il primo della nostra lontananza. Che tortura! Come può il tempo essere così crudele? Sai, ho paura… Ho paura che la distanza possa cancellare questo nostro anno. Ho paura che tu possa cambiare. Ho paura di poter cambiare io. In fondo, chi mi assicura che questo mondo rimarrà immutato per tre mesi in attesa di un nostro ritorno? Oh, quanto vorrei aver varcato quella soglia! Volevo entrarci, respirare l’aria soltanto tua della tua camera, sedermi sul tuo letto, e abbracciare con lo sguardo tutto ciò che ti culla di notte… Perchè non è stato possibile? Perché mi hai mentito? Credevo che di quattro amiche, io fossi la quarta e tu la terza, ma allora perché io no? Ho cercato di capirti, questa volta, ma non riesco nemmeno a darti una colpa, perchè ti amo, e se ti amo così tanto ci sarà un motivo… Eppure ti perdono, in fondo ti capisco. Sono strana, lo so. Non sei tenuta a leggermi, perchè sono io che mi sento vuota quando sono con te. Mi hai tolto tutto, le mie sicurezze, le mie opinioni, le mie idee. Tutto ruota attorno a te e al mio amore per te. Ma quando mi rendo conto di quanto pazzo sia tutto questo, mi viene da ridere, perchè vorrei che questo anno non finisse mai. È assurdo, lo so, io che non sono più io, e tu che vivi anche per me. Sei come il mio sole, il mio ossigeno, sei ciò di cui ho bisogno per sopravvivere. Come farò quando sparirai? Perché sparirai, lo metto in conto. Ma voglio che nulla cambi mai. Chiedo troppo? Forse. Tra poco tempo non sarai più in questa città, tra poco tempo sarai lontana, distante chilometri, ed io non potrò più guardarti negli occhi, ridere, aspettare una tua parola verso di me… Come posso sopravvivere senza il mio ossigeno? Ricordo un anno fa, quando mi scrivesti che ero bella… Capiterà ancora? Ti prego, ti prego con tutte le mie forze di non abbandonarmi. Voglio ritrovarti qui, al tuo ritorno a inizio settembre, con una sigaretta tra le mani e gli occhi verdi più luminosi del solito, seduta a un tavolino di metallo. Accadrà mai? Non lo so. Però ti amo, e vederti partire sarà quanto di più difficile ci sia. Dovrò dirti addio… Sono pronta? No, non lo sarò mai. E spero di poterti dire di nuovo Ciao. Per adesso, ciao… amore…

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. dmitri ha detto:

    Ho desiderato, quando non lo ero ed è stato a lungo, d’essere innamorato anche se non ricambiato: è uno stato d’animo positivo. Si dovrebbe arrivare alla consapevolezza che non esiste amore infelice, ma io sono vecchio, e lo sono (innamorato).

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