Sesta lettera

(Quinta lettera: https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2015/03/28/quinta-lettera/)

Ciao. Come stai? Io tutto bene, puoi immaginarlo. Cosa potevo chiedere di più? Sono rimasta sdraiata accanto a te per pochi minuti. Sullo stesso letto. E poco importa, quasi nulla, se faticavo a respirare in quella posizione scomoda, poco importa se è finito tutto, perché è stato semplicemente bellissimo. Non sai quanto… non puoi saperlo. Abbiamo sciato giù per la stessa pista, io davanti e tu dietro, abbiamo cenato allo stesso tavolo, io da un lato e tu dall’altro, abbiamo viaggiato sullo stesso pulman, io da una parte e tu dall’altra, e poi mi hai dato la mano quando dovevo rialzarmi, mi hai aperto la porta quando avevo bisogno, durante questa gita. Non m’importa della classe, m’importa di te. Hai reso questa gita speciale, come tutto. E quella mano, quella che hai gettato verso di me, seduta a terra, quella mano la afferro ora ogni notte, come un ricordo eterno. Non ricordo nulla che non comprenda te. Hai dato un senso a ciò che un senso non pareva averlo. E poi ci siamo trovate accanto, ma questa volta è stato diverso. Ho sentito il cuore battere più forte, come per uscire e venire da te. Ed è strano, perchè se da un lato ti amo da impazzire, dall’altro ci sto male, chiusa nel mio silenzio obbligato. È una tortura quotidiana, tu che sei a un passo da me ed io che mi sento lontana anni luce da te. Non so se un giorno potrai mai capirmi… Eppure questi giorni con te rimarranno sempre impressi nel mio cuore. È una promessa. Anche adesso, mentre mi sembra di rivederti, la sera, accucciata sul letto, nel tuo pigiamone grigio con l’elefante, sento di amarti. Lo dico spesso, ma è l’unico pensiero. E scrivo, sì, perché non posso tacere i miei sentimenti in questo modo, rischio di esplodere. È possibile che l’amore sia tossico? A quanto pare sì. Feriti per il troppo amore. Sai che mi sono resa conto di una cosa? Ti guardo troppo. Dico davvero, non ricordo lezione che io non abbia passato a guardarti. Di te scorgo solo le spalle, avvolte dai tuoi capelli ricci, e poi le tue mani agili e chiare, e l’elastico per i capelli che porti al polso assieme all’orologio. Di te vedo una ragazza buona e bella, un po’ come una cipolla, da sbucciare strato dopo strato. Ti sto conoscendo, e mi piaci. Mi piaci ogni strato di più. Mi piaci quando mi prometti che resteremo assieme, mi piaci quando alla fine dei messaggi aggiungi i cuoricini rossi, mi piaci quando sorridi davanti a me, mi piace quando parli di quattro amiche, perchè so di esserci anche io. Forse è un inganno, forse non m’interessa davvero di queste quattro amiche, m’interessa di te, solo di te. Ma se questo è l’unico modo per starti vicina, allora che sia il benvenuto. Sai, é strano non doverti più guardare andare via, adesso camminiamo assieme, una accanto all’altra. Se ci penso, quasi non ci credo. Dico davvero! Certe volte ripercorro nella mia testa cosa ne è stato della distanza originale, di quel nostro fuggire l’una dall’altra, di quelle differenze e di quelle domande, ma non mi so rispondere, non so cosa sia cambiato, non so il perché, e forse nemmeno mi interessa. Ti amo. Senza motivo. Ti amo per come guardi le persone, per come mi ringrazi quando puoi scegliere se farlo, per come mi hai accolta… sai, quella mano tesa verso di me ha significato questo: aiuto. E non contraddirmi, perchè lo so che una mano tesa vuole porgere aiuto. Io non ti ho mai abbracciata, mai. Ho sempre abbassato lo sguardo davanti ai tuoi lunghi abbracci con altre persone, forse per invidia, forse per imbarazzo. Brucia vederti così aperta con loro. Vorrei essere in quell’abbraccio, stretta nel tuo copro e nel tuo calore, libera di respirare la tua pelle profondamente e di sciogliere i tuoi ricci in mille nodi. Ma non ci sono, perchè io non ti abbraccio mai. Quando è giunto il momento, mi hai messo un braccio attorno alla vita, sorridendo alla fotocamera, ed io stordita ho fatto lo stesso, sorridevo, ma non alla fotocamera, no, sorridevo a me stessa, perchè mi stavi abbracciando, a modo tuo. E, vedi, sono queste piccole cose che fanno di te una persona speciale, e del mio amore un amore pazzo. È tutto così strano… Sarà che forse siamo noi, le persone adatte a questo amore strano?

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. ysingrinus ha detto:

    Ecco il punto interessante: la tossicità dell’amore e l’indispensabilità dell’amore.

    1. ehipenny ha detto:

      Giusto, sono proprio questi i punti che volevo far cogliere 😉

      1. ysingrinus ha detto:

        C’è l’hai fatta! 🙂

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