Terza lettera

(Seconda lettera: https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2015/03/25/seconda-lettera/)

Oggi ho preso il mio primo quattro. In storia. Ma sorrido, e sai perché? Perché tu c’eri. E tu mi hai parlato. Ed io ti ho parlato, e ti ho guardata negli occhi, e sono stata seduta accanto a te. Mi hai detto che non meritavo un quattro, ed io mi sono sciolta. Indossavi un maglioncino verde e la tua sciarpa nera, quella che mi piace tanto. E poi abbiamo parlato, e ho scoperto che hai un gatto, e che hai una sorella , e che hai una madre e un padre. Ma in fondo, cosa volevo? Ascoltarti. Mi sono riempita le orecchie della tua voce, e per un’ora, soltanto un’ora, mi sono sentita qualcuno. Forse il fatto che hai abbattuto la distanza, forse… non so. Ma in quell’ora ho perso i secondi, e mi è parso come se nulla fosse mai stato diverso. Vorrei tornare a quei momenti, lo chiedo con il cuore disperato in mano, perchè mi manchi, mi manca la tua voce, il tuo profumo, le tue mani nervose… Mi manca tutto, di te, tutto quello che in un’ora ho conosciuto. Dimmi che forse ho sognato! Ma no, non ho sognato, ne sono certa. Ed è terribile, perchè devo rimpiangere il passato per ricordarmi di te. Oggi siedo qui, davanti al tuo nome in attesa di un messaggio. Non so nemmeno io perchè ci spero tanto. Che cosa dovrebbe cambiare? Forse che porteresti dietro qualcosa di mio? Ma sì, in fondo quello che chiedo è un per sempre. Un qualcosa che non vada dimenticato. Ho paura, sai? Ho paura che un giorno la tua voce possa scomparire dai miei ricordi. Ho paura che ciò che è stato possa non essere più. Oh, cielo! Aiutami a stampare questo anno, aiutami a parlare di lei col mondo, aiutami a domare questo amore pazzo e sbagliato! Rifletto, e sento come tu mi condizioni. In ogni angolo, in ogni gesto, in ogni parola, tu ci sei. E poi, quando la speranza mi tiene sveglia fino a notte fonda, ecco quel messaggio, ecco quelle parole soltanto tue, e soltanto per me, ecco che mi pare ancora di sognare, ecco… È il mio desiderio avverato, il mio donare, il mio rinunciare, il mio amare, che sì mi porta a concedere, ma anche a liberare. Vedi, non hai idea, come nessuno, di quanto questo mio amore mi porti a dipendere da te. Non sai quanto le tue parole siano importanti e significative, perchè di me conosci poco o niente. Hai letto la mia maschera, seduta accanto al tuo corpo, ma il cuore di nascosto sussurrava altre parole, che non ti ho mai detto. Non é una malattia da cui guarire, è come una calamita intaccabile, una reazione chimica al bisogno, un continuo sperare, desiderare, provare e fuggire, in un ciclo perenne. Sai, certe volte mi incanto davanti a una tua fogografia. Mi fermo a guardarla, e fisso i tuoi occhi, finalmente libera di entrarci dentro, ma mi dimentico di tutto il resto. Forse sarò pazza… Anzi, ne sono certa. Ma cosa posso fare? Ho perso il governo di me stessa per colpa tua. Ed ogni volta che poggi il braccio sul banco, ogni volta che cammini fino alla cattedra, ogni volta che fai la fila al bar, io… io mi sento come trasportata da te. Come se tu mi abbia rubato l’anima. È possibile? Non so nemmeno perchè te lo sto chiedendo, forse è tardi, adesso, ed è ora di andare a dormire, di sognarti di notte, felice accanto a me, ed io accanto a te, è ora di viaggiare assieme, di tenerci per mano, e di cercare una possibilità dove tutto è talmente sbagliato da non meritare possibilità alcuna. Siamo distanti, ma vedo una speranza riflessa nel nostro parlare di nascosto sopra al professore, nei nostri messaggi, nei tuoi scopi diretti e palesi, e nei miei continui errori di ortografia. Sto pensando a te, e quando penso a te è sempre un problema, perchè la notte finisce per alimentarmi la testa con illusioni impossibili, ed io finisco per crederci. Sogno che ci conosceremo più a fondo, e sogno che di te farò scorta, e del tuo profumo e dei tuoi occhi verdi. Sogno che siederai accanto a me una seconda volta, e poi una terza, ed una quarta ancora. Sogno che mi chiamerai, ed io potrò rispondere “presente” ad una persona che non è certo il professore… Amore, riuscirò mai a levare la maschera per te? Soltanto il sogno me lo può dire…Buonanotte…

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. ysingrinus ha detto:

    Chiede molto anche se a lei sembra il minimo: chiede il “per sempre”.

    1. ehipenny ha detto:

      Sì, è proprio questo… l’amore porta a confondere il valore delle richieste, perchè nulla sarà mai abbastanza… 🙂

      1. ysingrinus ha detto:

        E tutto non farà altro che alimentare questo desiderio irraggiungibile…

      2. ehipenny ha detto:

        Vero, purtroppo… 🙂

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