Una canzone per riflettere – Io sono una finestra

Io sono una finestra velata di vapore

in questa notte gelida deserta ed incolore

rispecchia la finestra la carne e le emozioni

di me che sono specchio delle contraddizioni

difficile vedere se il vapore non svanisce

l’appiccicoso errore di chi non capisce

eppure si riflette un’ombra che è la mia

un’ombra di rossetto contro l’ipocrisia

Io non so mai chi sono eppure sono io

anche se oltre il vetro per me non c’è mai un Dio

ma questo qui è il mio corpo benché cangiante e strano

di donna dentro un uomo eppure essere… umano

sfogliando le parole di questa età corriva

divento moralismo e fantasia lasciva

crisalide perenne costretta in mezzo al guado

mi specchio alla finestra e sono mio malgrado

Io non so mai chi sono io sono per la gente

coscienza iconoclasta volgare e irriverente

ma questo è solo un corpo il riflesso grossolano

di donna o forse uomo comunque essere umano

Io non so mai chi sono eppure sono e vivo

più del pregiudizio che scortica cattivo

ma quando spio il mio corpo, che si riflette piano

non c’è una donna o un uomo solo un essere umano

Io non so mai chi sono eppure sono e vivo

più del pregiudizio che scortica cattivo

ma quando spio il mio corpo, che si riflette piano

non c’è una donna o un uomo solo un essere… umano

Io sono una finestra che aspetta che il vapore

svanisca come un sogno

Vorrei che questo brano lo leggessero tutti, cancellando per un momento ogni immagine dalla mente. Vorrei che tutti provassero a pensare, a leggere le emozioni nascoste dietro le parole di denuncia che questa canzone raccoglie. Vorrei che ciò che sembra gridare giunga alle vostre orecchie. È l’affermazione contro “il pregiudizio che scortica cattivo”, l’affermazione di un essere umano che si sente diverso da tutti, solo per una mentalità chiusa e anticonformista della società. Forse per capirla bisogna davvero fare un passo avanti nel presente, forse ci vuole la volontà di immergersi nelle parole, o forse semplicemente non tutti sono in grado di capirla… Ma questa canzone è lo specchio di ciò che si è portati a dire e pensare oggi: diciamo e pensiamo che il diverso sia un errore, e dal diverso preleviamo dignità, coraggio, diritti, futuro, a volte anche un Dio. Priviamo il diverso del suo essere umano. Ma questa canzone grida, grida forte, e rimbalza nella testa. Così mi sono chiesta e ancor mi chiedo: “Possibile che sia tutto così sbagliato da non dover nemmeno esistere?”. Possibile che la vita sia comandata da altro governo che non sia l’essere umano stesso? È possibile giudicare e condannare un essere umano negandogli la possibilità di vivere da essere umano? Forse giungeranno risposte, forse no, e forse è difficile anche guardare sotto questa luce ciò che prima non si vedeva bene… “Eppure questo è il mio corpo”, proprietà da ribadire quando ci raccomandano di non farci del male, ma il male a volte arriva da fuori, dal “pregiudizio che scortica cattivo”, e si diventa “crisalide perenne costretta in mezzo al guado”. E non sono le rime, non è la musica a fare di questa canzone un lago di profondi e grandi pensieri. Potrei parlare a lungo, sostenere la libertà dell’essere umano come individuo che parla e scrive, difendere le scelte indotte da ciò che non si conosce e non si comanda che si chiama cuore, ma forse…no. Vi lascio così, con le mie parole sigillate dietro a un punto. Perchè in questo post parlano loro, Grazia di Michele e Mauro Coruzzi. Perchè in questo post c’è troppo da commentare, e quando non si è insegnanti, la verità va lasciata alla riflessione. Indi per cui, riflettiamo tutti.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. chiaraongis ha detto:

    Platinette però ha stonato .. Haha Vabe a parte questo la canzone ha bel significato, fa riflettere molto, bisogna accettare quello che si è e si dovrebbe essere accettati da tutti

    1. ehipenny ha detto:

      Haha stonature a parte, forse il testo è passato molto in secondo piano, e forse proprio perché molti non sono pronti ad un messaggio così forte… Ma il testo c’è, ed è lì per tutti 🙂

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