Domanda della settimana

Qual è la tua più grande paura?

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Il silenzio. La mia più grande paura è di rimanere chiusa in un silenzio infinito senza la possibilità di fare nulla, senza la possibilità di parlare con qualcuno. È una paura al limite dell’irreale, me ne rendo conto, ma forse assieme al silenzio, temo la solitudine. Il silenzio della solitudine totale ed ermetica, racchiusa dentro all’anima rintanata nel corpo. Ho paura che tutto ciò che di sensibile conosco, un giorno possa scomparire, lasciandomi nel vuoto del silenzio. Ho paura che tutto, cose, persone, tempo, tutto possa evaporare nella nebbia del nulla originario, senza lasciare traccia del percorso passato. Ho paura di vedere le spalle di chi conoscevo solo per i suoi occhi, e ho paura di dimenticare quegli occhi, quel viso, quel sorriso.
Alla domanda “qual è la tua più grande paura”, da bambina risposi “le api”. Mi terrorizzavano, così piccole, veloci, perfide. Scappavo da loro il più lontano possibile. Ma non le uccidevo mai. Lo ammetto, invidio loro un unico pregio: hanno la certezza della molteplice esistenza coeterna. Mi spiego: ogni ape può essere sicura che da qui all’eternità vi sarà accanto a lei un’altra ape, e quest’altra ape potrà essere sicura che da qui all’eternità vi sarà accanto a lei un’altra ape, e così via. In una catena infinita priva di solitudine. L’umanità possiede una qualità in più: il pensiero. Il pensiero umano ragiona, si emoziona, formula opinioni, prova dei sentimenti. Le api no. Ecco perché avevo paura: senza l’intelligenza, un’ape può essere tanto stupida da affrontare una montagna grande quanto un uomo senza esitare un istante. Ma l’uomo può fare di peggio. L’uomo può capire un altro uomo, può ferire un altro uomo, e può isolare un altro uomo. Può creare il silenzio dove c’era parola, solitudine dove c’era compagnia. E può creare il parlare vuoto, quello inutile e privo di contenuti, buttato al vento solo per riempire il mondo con l’eco della propria voce. Forse è proprio questo che temo: l’inutilità delle parole che occupano il silenzio. Ma non il silenzio delle riflessioni o dell’intimità, il silenzio pesante del muro che circonda l’uomo da singolo nella massa, quel silenzio che non dice nulla, quel silenzio da cui si desidera scappare, quel silenzio duro e sospetto, senza vento e senza voce. La mia più grande paura è di rimanere chiusa in questo silenzio invalicabile, senza fondo che abbia significato. E anche se tutto questo fosse solo una congettura di una mente troppo fantasiosa, al secondo posto rimarrebbero sempre le api che temevo da bambina. La mia seconda grande paura sono le api.

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E la vostra più grande paura qual è?

9 pensieri su “Domanda della settimana

    • Non credo esista una paura davvero stupida, anzi, capisco questa tua paura, è un po’ come una “paura del buio” elevata al quadrato, se non erro… 😉 e grazie della risposta, ovviamente 🙂

  1. Io ho sempre temuto la solitudine fino a rasentare l’eccesso intollerabile. Oggi l ho superata e sono orgogliosa d’esserci riuscita…
    Ora forse la mia paura più grande è di dare fiducia a chi non è in buona fede. Sono un po tonta in effetti 😀

    • È sempre bello superare una propria paura… ma non credo che questo sia “essere tonta”, credo piuttosto che la gente a volte sia talmente immersa nell’egoismo da non rendersi conto che un attore prima o poi si deve togliere la maschera, e un attore senza maschera non è più lo stesso personaggio di prima 🙂

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