Speciale 20 iscritti – Il mio palco

Ho davanti a me venti persone. Venti persone senza volto ma con mille parole.
E dire che ho appena finito di ringraziare…
Or potrei presentarmi, su questo palco di carta bianca, dirvi il mio nome, la mia età. Ma a chi interessa? Potrei parlarvi di me, ma forse per conoscermi c’è un altro modo. Leggere. Io sono nei miei articoli. Io sono i miei articoli. Parole incise nelle fattezze di una URL di internet, tra tanti, troppi, infiniti siti sconosciuti. Sono una delle tante, ma voi venti persone siete qui sotto questo palco di carta bianca per leggermi. Non so chi questo articolo lo leggerà, non so chi troverà qualcuno sul palco, qualcuno con un nome e un cognome che nessuno conosce, ma ormai sono qui, in piedi tra il bianco della carta, e parlo. Strano, ma pare d’esserci già stata…
Dunque, cominciamo. Sono io, mi chiamo io e ho la mia età. Amo scrivere, ma questo forse già lo sapete. Sono salita su questo palco circa sette mesi fa, ma non c’era nessuno. Nessun pubblico, nessuna sedia, niente. Ogni tanto compariva qualcuno, ma entrava e usciva, spezzoni dei miei discorsi forse lo raggiungevano, ma nulla, io continuavo a parlare, e nessuno si sedeva ad ascoltarmi. Poi giunse il primo, e poi il secondo, ed i commenti, e gli applausi, ed ora… ho un pubblico. Su questo palco di carta il bianco perde contro il nero dell’inchiostro. Le parole sono più forti del silenzio della sala. Venti sedie sono davanti a me, adesso. Parlo da un po’, ma vediamo… Sì, volevo dire una cosa importante… Ah già! Sono felice. Sono felice perché la sala è ancora grande, c’è tanto posto, ma le prime file sono già occupate. Sono felice perché il mio piccolo teatro può crescere, anzi, sono certa che crescerà, perchè io crescerò con lui. Sono felice perché c’è chi apprezza le mie parole scritte su carta bianca. Sono felice perché tra miliardi di siti internet, qualcuno ha cliccato proprio sul mio, perchè tra le tante porte, qualcuno ha varcato la mia soglia, e ha deciso di fermarsi. Ecco, questo avevo da dire. Ma non posso lasciare il bianco sul palco… non posso mai. Ma il nero non basterà. È impossibile. Il bianco e il nero sono infiniti, ma, citando l’autore John Green, “alcuni infiniti sono più grandi di altri infiniti”.
Che altro dirvi? Solo di rimanere. E un altro grazie, anche se già ve l’ho detto. Sarò anche ripetitiva, perdonatemelo. Ma son pure testarda… E con ciò ho detto abbastanza su di me. Il resto, come ho detto, è nelle mie parole. Avvicinatevi al palco, se non vedete bene, e leggete. Io sarò lì, e parlerò e  scriverò sempre, sul palco di carta bianca macchiata di nero.

20 iscritti, grazie

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