Specialissimo – Capitolo 14

Ad ogni passo la mia ombra mi segue, ed è come se mi spingesse a proseguire, come se fosse lì per dirmi di non fermarmi, non finché il mio scopo ha la meglio sul mondo esterno.

Capitolo 13: https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2014/09/12/specialissimo-capitolo-13/

CAPITOLO 14

Passai una settimana senza chiudere occhio, e quando ormai iniziavo a sembrare uno zombie, presi l’ennesima improvvisa decisione. “Gio? Senti, hai presente quel viaggetto che dicevi, quello per Amsterdam? Sono in aeroporto, che dici, i biglietti li vuoi pure te, sì?”. Superai il mio terrore di volare, e assieme a Giovanni ancora una volta mi avvicinai sempre più a Francesca, riducendo i chilometri sconosciuti che ci dividevano. L’effetto che ciò ebbe su di me fu lo stesso della prima volta, iniziò a girarmi la testa, ebbi un attacco di vertigini, mi prese un gran mal di testa, e la voglia di fuggire per non affrontare quella dura prova, quell’ignoto, mi fece passare un viaggio infernale. Provai a chiudere gli occhi e a immaginarmi lontano, da solo, finalmente libero, senza problemi di insonnia o di pressione, e pian piano mi addormentai, e rimasi in quel luogo così paradisiaco quanto irreale fino alla fine del viaggio.

Scesi dall’aereo la situazione si ripeté come un dejavou, identica a quella di Salerno: Giovanni, con una telefonata che non volli sentire, riuscì a ottenere, tra i miei rimproveri, anche l’indirizzo giusto, ma una volta sotto casa sua ero ridotto a uno straccio, non mi reggevo in piedi, come se stessi per svenire, ma ero ben vigile, senza che le gambe riuscissero a fare un passo. Questa volta, però, fu lei a venire da me. Ero sul punto di gettarmi a terra, come un ubriaco, quando il portone si animò davanti a me, e io riconobbi nella donna che ne uscì Francesca; dietro di lei quell’uomo per me insignificante e inaccettabile la seguiva come un cagnolino. Allora non ragionai più. Una volta passati, senza ovviamente avermi riconosciuto né guardato, mi avventai sul tipo, minacciandolo di lasciar stare le donne, ma lui mi ignorò totalmente, ricacciandomi indietro. Davanti agli occhi sbalorditi e incuriositi di Giovanni insistetti, e gridai “Devi lasciarla stare, stronzo! Tornatene nella tua tana per topi!”. Quello si voltò, mi afferrò per il colletto della giacca, ricordo che mi chiese “Qualche problema, amico?”, poi il vuoto. Ottenni l’effetto voluto. O almeno, l’effetto voluto da me, senza saperne veramente il motivo. Ormai ero convinto che quel John fosse un poco di buono, ed ero deciso a dimostrarlo, forse più a me stesso che agli altri. Fu così che dovetti andare in ospedale a farmi medicare il labbro inferiore, inventandomi l’assurda scusa della caduta dalle scale, mentre Giovanni se la rideva come se stesse facendo la cosa più divertente della sua vita. E se da un lato io ero sul punto di collassare per la vergogna, per quello che avevo fatto, lui era perfino divertito.

Il giorno dopo ci appostammo nuovamente sotto casa di Francesca, ma più nascosti, e, come una spia in missione segreta, scrutai ogni singola mossa, ogni gesto della coppia incriminata. Sembravo un pazzo, in quei giorni, e forse tutti lo avranno notato, ma ero come entrato in una realtà talmente diversa, come quelle dei film, e ogni risata di Giovanni, ogni sguardo sospettoso di un passante, mi sembrava parte del gioco. Ma un po’ alla volta le risate divennero sorrisi, poi anche quelli scomparvero, lasciando solo un’ombra di preoccupazione sulla faccia di Giovanni.

continua…

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.