Specialissimo – Capitolo 7

Sette passi, sette metri avanti, e la fine è ancora lontana. E’ strano, questo viaggio mi sta proprio piacendo.

Capitolo 6: https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2014/09/03/specialissimo-capitolo-6/

CAPITOLO 7
Aprii il biglietto e lo lessi, con le mani che tremavano e un nodo alla gola che quasi mi impediva di respirare.
Caro Tommaso, questi mesi senza di te mi sono serviti per riflettere, e ho capito tutti gli sbagli che ho fatto. so che forse non mi perdonerai, ma voglio che tu sappia che mi dispiace, e che ti voglio bene. Ho sbagliato troppe volte nella mia vita. Francesca mi odiava e io l’ho mandata via. Sono un disastro. E non credere ch’io non l’abbia cercata, davvero, ma certi errori si pagano, sai? Un giorno ci siamo parlati, ma non sembrava più mia figlia. Sta con una sua amica, ora. E mi ha detto di dirti che le dispiace di non vederti più. Io le ho detto che almeno una visita avrebbe potuto farla, che ormai tu ti stavi dimenticando di avere una sorella, ma lei ha chiuso la chiamata. Forse tu non mi crederai, ma in quel momento ho temuto di poter perdere anche te. Se in quei giorno mi hai visto nervoso, o se sono stato sgarbato, ti chiedo scusa. Non mi ero reso conto di avere ancora una famiglia. Sai, sono cambiate tante cose, in così poco tempo… però, in fondo, noi due in qualcosa siamo abbastanza simili: i nostri dolori, le nostre sofferenze, i nostri problemi, ce li teniamo per noi. Tu ne sai qualcosa, vero? E se oggi io ti ho scritto questa lettera è perché mi manca il coraggio di guardarti in faccia, dopo quello che ti ho fatto passare, e mi faccio schifo da solo. Spero solo che ora tu possa quantomeno guardarmi e vedermi ancora come tuo padre. Un bacio grande, pa’”.
Quelle sue parole mi aprirono il cuore, e automaticamente scelsi di perdonarlo. Nonostante tutto, tutti i suoi sbagli, tutti i nostri problemi passati. In fondo, lui era e sarebbe rimasto sempre mio padre. Mollai tutto e corsi per le scale inseguendo quell’obiettivo che fino a un minuto prima mi era sembrato incondizionatamente irraggiungibile. Ci abbracciammo come non facevamo da tempo, e quell’abbraccio simboleggiò il nostro reciproco perdono. Compii undici anni sei giorni dopo, e da quel giorno, forte della mia maturità, decisi di dimenticare gli ultimi quattro anni, e di pensare solo al futuro. In fondo, non ero che un ragazzo…

continua…

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