Diario di una ragazza timida

“Sono in spiaggia, di fronte a una mia amica, e non so cosa dirle. Non trovo le parole adatte, un argomento decente, rimango zitta. So che è sbagliato, so che così risulteró noiosa, ma è come se qualcosa dentro di me mi bloccasse. Mentre aspetto la mia amica, in riva al mare, mi vengono in mente mille battute e mille interventi, mi dico che questa volta andrá meglio, questa volta apriró la bocca una volta di più, ma so dentro di me che non funzionerà, non ancora. La mia amica arriva e io le dico solo “ciao”. Lei mi dice sorridendo “Sei venuta alla fine!”. Quante cose si possono rispondere! Quante idee in testa! “Si”. Sì. Solo sì. Ecco, è questo il mio problema, sono troppo attaccata ai monosillabi. “Aggiungi qualcosa!” mi ordino, ma il silenzio pesa su di me, e non pronuncio altro. La mia amica é di fronte a me, cerca di scrutare nella mia mente, di indagare sulla mia timidezza, ma io glielo impedisco, non voglio che sappia nulla di piú su di me. Sono in imbarazzo, anzi, siamo in imbarazzo. Spero che parli prima lei, “Avanti, dì qualcosa” mi ripeto. Quando finalmente comincia un discorso mi rilasso, i suoi occhi fuggono da me, ed io abbasso spalle e viso, restando in ascolto. È piú semplice ascoltare. Non richiede impegno, basta annuire e fingere interessamento. Ma poi quando il silenzio sopraggiunge mi blocco, senza saper cosa dire. E il fatto è saprei anche che cosa dire, ma la mia testa passa in rassegna ogni possibilità di pronunciar parola, e le scarta ad una ad una. E a me non rimane nulla. Sembra una cosa involontaria, e per quanto io cerchi di fermare questo meccanismo, non posso nulla contro me stessa. É una battaglia persa in partenza. Una battaglia contro il mio”
Da: -Diario di una ragazza timida
Autore: me stessa
Potrebbero essere questi i pensieri in cui sfocia la timidezza. Parlo per tutti quelli che temono le parole, le frasi dette così tanto per dire, i lunghi discorsi, la spontaneità, parlo per tutti quelli che arrancano negli ingorghi dell’amicizia, quelli che gli amici non se li vanno a cercare, quelli che sembrano sempre fuori posto, persi, lontani dal mondo. Parlo per tutti coloro che litigano col proprio carattere taciturno, che cercano la solitudine pur volendo compagnia, che lottano per un sì o per un no. Parlo per loro, perchè in fondo, un po’ li capisco. E non so che cosa consigliare, se non :”Non arrendetevi”.

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