Robin Williams – L’attimo fuggente

“Qualunque cosa si dica in giro,parole e idee possono cambiare il mondo. Quello sguardo negli occhi di Pitts dice che la letteratura dell’Ottocento non c’entra con le facoltà di economia e di medicina, vero? Può darsi. E lei, Hopkins, è d’accordo con lui e pensa: “Eh, sì, dovremmo semplicemente studiare il professor Prichard, imparare rima e metrica, e preoccuparci di coltivare altre ambizioni.” Ho un segreto da confessarvi, avvicinatevi. Avvicinatevi. Non leggiamo e scriviamo poesie
perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita (professor Keating, da L’attimo fuggente – Robin Williams)”

Questo non è solo un omaggio per il grande uomo di cui ho parlato. Questo è un messaggio racchiuso in un film, nascosto tra le parole confuse ma chiare di un professore di italiano che ai suoi ragazzi non parla di regole, di sintassi, ma di vita. Un messaggio profondo, in un film che senza dubbio ricorderemo. Un motivo per cui ho scelto questa citazione? Non lo so. Forse perchè mi dá molte risposte, forse perchè la sento molto vicina a me, alla mia vita. Si tratta di confrontare la vita intesa come il respiro e la vita intesa come il sospiro. Conciliare bisogno e piacere in un’unica ed eterna soluzione. Un’espressione matematica e una poesia. Due mondi apparentemente opposti, ma che quando vanno a fondersi danno vita a un’unico grande universo che racchiude le emozioni di tutti i giorni, l’amore, la bellezza, l’oggettività, la semplicità dei gesti e la quotidianità delle giornate. Agli occhi di tutti sono sempre uno bianco e l’altro nero. Chi sceglie bianco sará bianco per tutta la vita. Chi scieglie nero sarà nero per tutta la vita. Ma io voglio essere grigio, un po’ sfumato, un poco piú scuro nei bordi, con qualche zona bianca nel mezzo, e tutte quelle mie imprecisioni che alterano l’uniformitá della vita non sono altro che quei sospiri che interrompono l’infinita serie di respiri. Emozioni, regolarità, sorprese, prevedibilità. Come conciliare due perle così distinte in una sola grande perla? Con la voglia e l’impegno, con certezze e timori, provando, magari sbagliando, magari provando dei rimorsi, ma andando avanti, nonostante i respiri diventino a volte affannosi, nonostante il vento soffi contro di noi. In fondo, anche il professor Keating è lì per dirci questo. La sua è una battuta scritta su un copione, ma uscita da quella bocca diventa qualcosa di piú, sono parole piene, dense, parole importanti, parole su cui riflettere.
Ed è quello che ho provato a fare…

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